Anonimo

La riforma delle pensioni Monti-Fornero è il festival degli obrobri. Una infinità di ingiustizie, iniquità e discriminazioni, aggravate con le salvaguardie inserite successivamente. Le deroghe/salvaguardie devono rispettare il sempre ed unico principio basilare di un sitema previdenziale: pari trattamento a parità di condizioni anagrafiche e contributive. Invece secondo la ministro in un comma viene salvaguardato chi è a lavoro, in un altro chi è fuori dalle aziende; oppure chi ha un accordo all'esodo contro chi è uscito per dimissioni o licenziamento. E' utile ricordare, e siamo alla guerra tra poveri, che un esodato è colui che ha sottoscritto una dichiarazione di accollo di responsabilità sollevando l'azienda dal nulla a pretendere intascando un premio extra in aggiunta agli stipendi sino alla decorrenza della pensione (data che la nuova legge ha poi modificato). Mentre un licenziato è colui che uscito dall'azienda per uno dei tanti motivi possibili ma senza stipendi o alcunchè. Non è ovvio ricordare che la legge in vigore al 4/12/11 era uguale e valeva per tutti. Ritornare alle vecchie regole ed alle quote è l'unica cosa saggia e giusta che si può fare. Non garantire la pensione a tanti 60 enni senza lavoro e prossimi a maturare le vecchie quote è una condanna per tantissimi, per cui è puro cinismo ed egoismo quello dei nostri politici che continuano a parlare della crisi sociale ma non voler rinunciare ad un euro dalla loro tasca, dal non voler tagliare spese folli e fregarsene in pratica di chi resterà senza reddito (e parliamo di cifre modeste) e non potrà sopravvivere.