Domenico Paglionico da Napoli

Occorre fermare le regole del sistema pensionistico all’apparato normativo vigente prima della riforma Fornero. Un sistema che era ed è in equilibrio, ma che è stato utilizzato unicamente per finanziare il risanamento economico del paese, creando una spirale involutiva nelle aspettative e nelle condizioni di vita dei lavoratori. Non solo chi è prossimo alla pensione, ma soprattutto i giovani devono porsi l’obiettivo di rigettare una politica previdenziale che con il progressivo e galoppante aumento dell’età pensionabile e con l’applicazione del sistema contributivo avrà come inesorabile conseguenza l’abolizione delle pensioni o quanto meno l’immiserirsi del loro importo ed una erogazione sempre più tardiva. Tutto ciò va aggiunto alla scarsità dei contributi che i giovani riusciranno a maturare a seguito del loro precario e tardivo ingresso nel mondo del lavoro. Un passo indietro in materia pensionistico è quindi un necessario obiettivo comune che investe più generazioni e riguarda una platea che qualsiasi formazione politica non può ignorare, pena la creazione di gravi criticità in materia di rappresentanza degli interessi collettivi. Anche e non solo per i giovani I LAVORATORI ATTIVI DELLE CLASSI '52,'53,'54, 55' ecc., danneggiati dal governo Monti con la riforma delle pensioni, che li ha condannati, così come tutti i cittadini, al "lavoro a vita", che ha creato problemi esistenziali a quanti si sono visti ritardare, dalla sera alla mattina, di 6-7 anni il conseguimento della pensione, che ha creato discriminazioni con i cosiddetti ESODATI, anch'essi peraltro messi in ansia per il mancato rispetto degli accordi sottoscritti, che non da alcuna garanzia ai lavoratori PRECOCI ed ai LICENZIATI SENZA TUTELA, ritenendo che i sacrifici imposti A TUTTE LE CATEGORIE CITATE rappresentino diversi aspetti di uno stesso problema, EVIDENZIANO la necessità del RIPRISTINO DELLA GRADUALITA’ prevista dal vecchio sistema, della previsione del MASSIMO di 40 ANNI di contribuzione per tutti, della FLESSIBILITA’ tra i 60 ed i 70 anni di età. CHIEDONO CHE SI DIA MAGGIORE ATTENZIONE AI LORO PROBLEMI.